.
Annunci online

Un luogo in cui il cielo incontri la terra e viceversa ... con un po' di poesia
16 febbraio 2013
GOCCIADIME








Credi di conoscermi, vero? Ti sbagli. Dovresti toccare con le dita il corpo nudo dei miei pensieri, stringerli con forza e sentire che forma hanno i miei sogni. Avresti solo una vaga idea dell’infinitamente intraducibile che c’è in me. Saresti avvolto da un alone di smarrimento mescolato a confusione e sgomento. Tu che sei abituato a dare un nome a tutto ciò che ti circonda, non sei ancora stanca delle etichette? Butta via quell’ odioso pennarello indelebile. Credi che tutto sia classificabile per ordine, numero e genere. Uno come me. Mi spiace ma non rientro in nessuna graduatoria. Non esiste uno come me. Ti è sfuggito qualcosa? Te lo spiego io: ognuno è unico nel suo genere ed è irripetibile. Come me. Ma che ne sai di me? Non conosci neanche un millesimo di me. Sai come ho agito ieri, ma non provare ad avere la presunzione di sapere come agirò domani. Cambiare è sinonimo di crescita. Eppure sei abile a sparare sentenze, come un giudice frustrato da chissà quali carenze. Come me. Pronto a farsi in quattro per gli altri? Come me. Audace e determinato eppure tanto insicuro e bisognoso di calore umano? Come me. Folle e saggio al contempo e in egual misura? Provi invidia, dì la verità… Tu che la follia non sai neppure cosa sia. Tu che le tue giornate scorrono uguali e monotone scandite solo dal battito di un orologio. Questa è la Vita, non è un’equazione algebrica. Non esistono solo norme e regole, non è detto che sia sempre tutto rigorosamente calcolato. Spiacente, ti hanno informato male. Qui due più due non fa sempre quattro, qui gli imprevisti sono imprevedibili, qui le opinioni sono opinabili. Cos’è non ti sta bene? Senti la terra sotto i piedi che trema? Sei turbata? Rilassati. Ma tu sei rinchiuso in una torre di polistirolo, non te ne rendi conto. Quanto hai impiegato a costruirla? Tutta la tua infanzia? Una vita intera? Chi ti ha insegnato a vedere solo il bianco o solo il nero? Non sai quante sfumature che ti sei perso e quante ancora ne perderai . E smettila di dire “TU non hai capito”. Prova a dire “IO non mi sono spiegato bene”. Non pensare che le tue idee sono le uniche legittime. Ma tu sei così certo di essere integerrimo… a te non è concesso sbagliare? Bene, ti insegno una cosa che nella tua torre di polistirolo non è mai arrivata : sbagliando s’impara. Non fa parte dei precetti che ti hanno inculcato? Ora ascolta, distruggi la tua torre… forse sei ancora in tempo… Vuoi provare con il fuoco? Non sai quant’è bello sentire il calore che divampa… non avere più alcun controllo… solo brividi che ti percorrono la schiena ed oltrepassano la pelle. Lo senti? Senti il caldo che inonda? Fa ancora freddo lì dentro? Cosa c’è? Sei scettico ed incredulo nel tuo non provare nulla. Nessun tremito, nessun sussulto, nessun brivido. Te lo spiego io cosa c’è. Non puoi uscire di là. Il polistirolo è ignifugo.

Gocciadime




permalink | inviato da HeavenonEarth il 16/2/2013 alle 23:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (32) | Versione per la stampa
30 dicembre 2012
NEL VIAGGIO DELL'ANIMA





Al viaggiatore dell'anima dico: esplora, chiedi e ti sarà dato.

Così scoprirai che
chi conduce un fardello pesante sarà anche il più leggero;
chi più scende in basso più si ritrova in alto;
chi chiude gli occhi dischiude e chi serra la bocca grida;
chi ama soffre e chi soffre potrà amare;
chi ama è felice ma si prepara ad essere infelice.

Lasciami rimanere qui avvolta nel tempo aggrappata ad un eterno presente
Lasciami rotolare nelle onde accarezzata dalla corrente
e pensare che questo sia il mio luogo.
Lasciami correre in tondo così che non mi perda
e possa ancora trovarmi in te
Lasciami sognare l'odore del mare e fai che nessun frastuono mi svegli
Lasciami rimanere qui vicino a te.


Ombre di luce/Aria



permalink | inviato da HeavenonEarth il 30/12/2012 alle 21:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
24 febbraio 2011
NOI...
 


Noi, che le nostre mamme mica ci hanno visti con l'ecografia.
Noi, che alla Domenica ci portavano le "pastarelle".
Noi, che facevamo 4 mesi di vacanza al mare, da Giugno a Settembre.
Noi, che non avevamo videogiochi, né registratori, né computer, ma avevamo molti libri.
Noi, che per cambiare canale alla TV dovevamo alzarci e i canali erano solo 2.
Noi, che andavamo a letto dopo Carosello e tifavamo per Topo Gigio.
Noi, che sapevamo che era pronta la cena perché c'era Happy Days e guardavamo allucinati il futuro con "Spazio 1999".
Noi, che se la notte ti svegliavi e accendevi la TV vedevi solo il monoscopio Rai con le nuvole a pecorelle di interruzione delle trasmissioni.
Noi, che avevamo il “nascondiglio segreto”e con il “passaggio segreto”.
Noi, che giocavamo a nomi-cose-animali-città.
Noi, che ci mancavano sempre 4 figurine per finire l'album Panini (celò, celò, celò, ...mi manca!).
Noi, che compravamo dal fornaio pizza bianca e mortadella per 100 Lire
(= € 0,050!) e non andavamo dal dietologo per problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare.
Noi, che bevevamo acqua dal tubo del giardino, non dalla bottiglia PET della minerale ed un gelato costava 50 Lire (pari a € 0,025!).
Noi, che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la Bic..
Noi , che al cinema vedevamo i "musicarelli!"
Noi, che non avevamo cellulari (c'erano le cabine SIP per telefonare) e nessuno poteva rintracciarci, ma tanto eravamo sicuri anche ai giardinetti.
Noi, che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercurio cromo, e più era rosso più eri fico.
Noi, che nei mercatini dell'antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo piccoli e diciamo "guarda! te lo ricordi"? … poi sentiamo un nodo in gola.
Noi, che siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e sorridiamo quando ce le ricordiamo.
Noi, che vivevamo negli anni di piombo, in mezzo ad inaudite violenze per lotte sociali e di classe.
Noi, che votavamo per i partiti della 1° Repubblica: MSI, DC, PRI, PLI, PSI, PCI, e non per 70 diversi gruppi dai nomi fantasiosi.
Noi, che trovammo lavoro tutti e subito.
Noi, che siamo stati tutte queste cose e tanto altro ancora.

Questa è la nostra storia.

Grazie Lisa





permalink | inviato da HeavenonEarth il 24/2/2011 alle 13:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa
18 febbraio 2011
AMICA DI TUTTI I GIORNI
 





Talvolta capita di non ritrovarsi, ma non significa che ci si siamo perduti. Stiamo solo attraversando nubi dense di incertezze, di mancanze, di desideri irrisolti. Capita anche a noi che voliamo in alto... Ma le nubi non sono carceri, non hanno confini invalicabili, non spengono la luce ed cielo è sempre lì ad attenderci, paziente, le nuvole sono solo di passaggio e ci ricordano che la luce va cercata, inseguita, anche quando ci sembra che vi sia solo il buio. Solo chi si perde può ritrovare la sua via, e riconoscerla, tra le mille strade che portano al nulla.




permalink | inviato da HeavenonEarth il 18/2/2011 alle 17:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
20 gennaio 2011
GENITORI E FIGLI

 

Ho da poco riletto quel che scrivevo a 16 anni, rivisto i disegni che facevo e custodivo nascosti, ricordo la sensazione di estraneità che provavo nei confronti dei miei genitori: ricordo chiaramente che fossi certo che mi amavano, ma che il loro amore mi pareva morboso, egoista, ingombrante. Quant'era dolorosa ogni imposizione che subivo, e come mi parevano poveri i loro argomenti! Avevo così bisogno di confrontarmi con l'esterno, e loro ne avevano così paura! Era tra l'altro un periodo in cui avevo amici preziosi che mi volevano bene e a cui ero molto legato, ma in fondo molto diversi da me. Condividevamo i contesti, ma non i progetti di vita e nemmeno le aspettative. Era un momento di vera solitudine interiore. Ricordo bene le malinconie la noia del presente, e i desideri assoluti. Linguaggio ed immaginario erano assolutamente simbolici, ed è impressionante pensare che ero assolutamente una persona completa, potenzialmente avrei potuto tutto, eppure era così difficile mettere in atto qualcosa.
Francamente credo che il difficilissimo compito dei genitori in questo momento sia solo questo: rendere coscienti i figli delle loro potenzialità, suggerire loro una mappa delle possibilità, indicare gli strumenti di cui potrebbero impossessarsi, e assistere per assistere silenziosi alla trasformazione di frustrazioni in creazioni! Purtroppo invece spesso tutta l'adolescenza si risolve in una serie d'incomprensioni e conflitti di potere, per ritrovarsi magari dopo pochi anni, con tante ferite, invece evitabili...  L'adolescenza è un passaggio di vita in cui il processo di crescita aiuta a compiere cambiamenti ed a lasciarsi dietro i problemi del passato. L'ansia che proviamo noi genitori è innescata spesso da sentimenti di incertezza, agitazione ed infelicità provata dagli adolescenti. Nonostante ciò credo fermamente che nostra figlia non abbia seri problemi, anche se a volte attraversa momenti delicati, ma chi non li ha... Noi genitori potremmo pensare di aver fallito, ma resta comunque innegabile che abbiamo un ruolo cruciale della loro vita e dobbiamo cercare di offrire loro fondamenta sicure per la loro crescita. Forse ciò avverrà se l'adolescente sa che i genitori non lo giudicano subito, perché hanno prima di tutto bisogno di essere ascoltati e non dobbiamo aspettarci gratitudine da loro fino a quando non avranno figli propri e capiranno com'è difficile il ruolo dei genitori. 


 

 




permalink | inviato da HeavenonEarth il 20/1/2011 alle 18:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
23 agosto 2010
L'ULTIMA GOCCIA DI MARE

 

Ho ricevuto questa lettera da una persona a me molto cara...

 

 

Certo, ti capisco, molto più di quanto pensi, è chiaro e anche umano che alcune persone, pur se ci hanno ferito, rimangono dentro di noi per sempre, contro ogni logica ed ogni ragione, perchè dovremmo saper cancellare quella parte di memoria che le contiene ma, siccome siamo uomini e non macchine, le funzioni "delete" o "formatta" non sono in nostra dotazione .... Però, questo non significa che la nostra vita debba essere condizionata o limitata o in qualche modo frenata da quei ricordi, dalla nostalgia, dai rimorsi o cose simili ... sarebbe lo sbaglio più grave che potremmo commettere, danneggeremmo noi stessi senza ricavarne alcun beneficio ..... ne vale la pena? E allora, dammi retta, si deve sempre e solo guardare avanti, in ogni aspetto della vita, dai sentimenti al lavoro ad ogni altra cosa che ci riguardi ... sennò c'è il rischio che, voltati, non vediamo le innumerevoli strade che abbiamo di fronte e magari perdiamo l'occasione di imboccare proprio quella giusta ... e poi, pensiamoci sopra, se siamo arrivati a questo punto, ossia ci sentiamo persi e a disagio, non sarà che alla fine la strada che abbiamo percorso sinora, o quelle percorse in passato, nella convinzione che fossero le più belle o le più giuste, non erano in realtà le migliori per noi !?  Non vuol dire che comunque non dovevamo fermarci lì  o che comunque, prima o poi, avremmo dovuto cambiare direzione? Io penso di sì ... spesso ci imprigioniamo in celle che noi stessi costruiamo, sperando che arrivi qualcuno a liberarci ... quando la porta non è affatto chiusa.
Basta spingere.
 



permalink | inviato da HeavenonEarth il 23/8/2010 alle 22:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
13 agosto 2010
OMBRE DI LUCE

 

Se sommassimo i silenzi sparsi

tra una parola e l'altra,

otterremmo una infinità di significati nuovi...

Ma troppo spesso non sappiamo ascoltarli,

e, nel fragore dei discorsi,

ci sfugge l'essenza delle cose…


 

 




permalink | inviato da HeavenonEarth il 13/8/2010 alle 19:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
7 luglio 2010
VUOTI A RENDERE MENTALI

                            QUADRO DI VIVIANA GHERI

 

Nel mondo al quale appartengo,in quella ristretta cerchia di persone che si lasciano attraversare dalla parola "amore",talvolta abusata, io e pochi altri la pronunciamo  senza paura,  un sentimento comune a tutti, dalla nascita alla morte, che non scalfisce le tavole di pietra perché appartengono alle tavole del cuore, che non uccide se non quando manca. Non ho rimedi, poiché è come la magia di un bicchiere che sembra pieno e null'altro può colmarlo, talvolta appare vuoto e si cerca di riempirlo con la voglia di farlo straripare.



permalink | inviato da HeavenonEarth il 7/7/2010 alle 15:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
8 giugno 2010
I PENSIERI DI MEERA

Questa è un commento lasciato da Meera nel post
 precedente che  ha toccato corde  sensibili...
 
 
Quando un’ anima affine ci entra nel cuore,
nelle vene, nel sangue…
è troppo difficile smaltirla.
E se è così difficile,
è giusto che ci rimanga,
ormai è il suo posto…



permalink | inviato da HeavenonEarth il 8/6/2010 alle 8:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
sentimenti
24 marzo 2009
MARILA




                                  Dedicata a suo padre



Un viaggio attraverso lo specchio.
Il vento con il suo cullare invadente.
Il mare nelle sue forme morbide ed estinte.
Medito le ombre attraverso l'espressione della realtà.
Un sole tenue accarezza l'ebbrezza dei fondali oltre oceano,
un istante ancora per afferrare l'onda che contempla il tramonto.
Un veliero spezza il temporale,
l'ultimo fulmine fa eco tra le nuvole
e  la prua custodisce la danza dei delfini.
A occhi chiusi si  può cogliere l'armonia del tempo che sospira.
Un arpeggio segue lo sguardo del mare.
Guardami, ti guardo!
Il Marinaio  ha cresciuto la sua ammazzone tra perle coltivate e fondali luminosi, sale tra i capelli schiariti dal sole indossato per giorni... il suo profumo, unico come la trasparenza dell'acqua.
Ascolta!
Lo spazio immenso che ci abbraccia attraverso il tepore,
il colore che dipinge le rocce...
Sei l'ancora che non vuole essere gettata,
l'anfora che non vuole essere trovata,
la quiete che accompagna il silenzio dei fondali,
la luminosità dei coralli.
I tuoi piedi così grandi,
le unghie bianche,le linee di sale sulle braccia,
il tuo sorriso così travolgente come l'incanto di un'isola.
Ti immergi e attraverso i tuoi occhi vivo una vita selvaggia,
intensa, fuori da ogni sensazione,
ogni dettaglio è colmo di profondità.
Non fermiamoci, voglio guardarti ancora una volta,
sei come lo specchio di Venere, come Pantelleria,
come Cefalonia, come Ponza, ma soprattutto come il Marila.
Ancora una volta il vento tra i capelli e ridi, ridi tanto.
Le cime sono pronte, si sta facendo buio, continuiamo a navigare...
Guardami! dove sei? 
navigo...!   ma non trovo più la bussola!
Incontro al sole al calar del vento, mi avresti detto: "getta l'ancora"!!
Questa volta no.
L'ancora l'hai gettata tu.




permalink | inviato da HeavenonEarth il 24/3/2009 alle 17:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa
24 gennaio 2009
GUARDANDO IL DOMANI
 

      Ricevo da una mia cara amica  ed inoltro molto volentieri...




C'e nebbia stasera...

si ma non guardate fuori...

è dentro.

Dentro di me...

in fondo sono stati d'animo,

che appaiono alle prime luci dell'alba...

per morire alle prime ombre della sera...

E come un film...

del quale c'è sfuggita la fine...

è come ricordo, sparito nella testa...

inafferrabile.

Si.

Ho sentito quei violini suonati dal vento...

ma non so più scrivere la loro musica...

spero solo che l'ultimo bacio...

saprò a chi darlo...

Che avrò intorno a me...

qualcuno pronto a riceverlo...




permalink | inviato da HeavenonEarth il 24/1/2009 alle 22:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa
sentimenti
17 ottobre 2008
1981




Parole che mi scrisse una persona speciale nel lontano 1981,
che per sempre resteranno nel mio cuore
...


Le montagne sorridono

e offrono il loro amore

a chi sa conquistarle.

Ogni fiore, ogni petalo

sussurrano l'amore che sboccia

e che mai finirà

col bacio dell'ultimo addio.


debora



permalink | inviato da HeavenonEarth il 17/10/2008 alle 0:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (25) | Versione per la stampa
23 gennaio 2008
IL POTERE DELL'AMORE
 





Questa è una poesia di Antonio Di Giorgio alias http://teologia.ilcannocchiale.it/ che ho postato undici giorni dopo l’apertura del mio blog, e logicamente è stata poco commentata. La voglio riproporre perché più la leggo più la amo: voglio sperare che tutti voi possiate provare le stesse emozioni che avverto io. Vuole essere anche l’occasione di lasciare un forte abbraccio a mio padre nel giorno del suo compleanno, che non è più con me da trent’anni, almeno fisicamente, e per Alessandra scomparsa all'età di soli dodici anni. 
Quando l’arte di trasmettere il proprio messaggio è bella non ci sono schemi che tengano, non ci sono né citazioni né paragoni da fare, c’è soltanto da leggere, immergersi nella poesia e gustarla tutta. Scende nuovamente una lacrima, ma va bene così…




(dedicato a: Marco senza cui non sarei nel 2007, Vale ed Ila con amore; a chi mi è stato accanto prima del 2000;  ad Alessandra mia sorella 1964-'76;  e soprattutto agli Amici di Marco)


Ho imparato a dire addio

a un sole nato nella pioggia,

a un amore tramontato dietro le nuvole

e poi urlare di dolore,

nel silenzio di una nota.

Come un raggio di luce

penetrerò nel mio cuore

e là griderò la mia rabbia.

Ho imparato a dire addio,

e a guardare indietro.

Un cuore chiuso

devo fuggire.

Tu sei stato una lezione

che dovevo imparare

e adesso vagherò per lidi deserti,

dove non c’è posto per riposare,

non c’è altro da proteggere,

né lamenti da soffocare...

...qui fra mare e lacrime

griderò addio.


antonio di giorgio




permalink | inviato da HeavenonEarth il 23/1/2008 alle 10:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (59) | Versione per la stampa
13 novembre 2007
VITA IN BILICO
 


        Quadro di Viviana Gheri



Nella vita
puoi camminare su un filo sottile
senza cadere mai,
anche se rimani sempre 
in bilico fra
bene e male
bontà e cattiveria
scienza e fede
amore e odio

Viviana Gheri



permalink | inviato da HeavenonEarth il 13/11/2007 alle 20:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (47) | Versione per la stampa
24 settembre 2007
A TE!
 


In questi giorni ho ricevuto questa esternazione dalla mia cara amica Simona e voglio postarla per l'affetto che mi lega a lei, suo marito e alla loro straordinaria bambina.




 

A te chiunque tu sia,
una lacrima in un oceano,
un granello di sabbia in un deserto.

A te chiunque tu sia,
un filo d'erba tra due mattoni sconnessi,
un alito di vento in un giorno afoso.

A te chiunque tu sia,
un'onda improvvisa in un mare calmo,
un raggio di sole in una giornata grigia.

A te che sei stato,
le mie lacrime di gioia,
il mio deserto di fuoco e di passione.

A te che sei stato,
il mio giardino di riposo,
la tempesta di vita che si è scagliata sulla mia quotidianità.

A te che sei stato,
il mare calmo e placido dove hanno trovato pace i miei sensi.

A te va il mio amore,
chiunque tu sia stato!


Simona





permalink | inviato da HeavenonEarth il 24/9/2007 alle 17:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (51) | Versione per la stampa
26 giugno 2007
Oltre
 

    Ieri mia moglie mi ha portato un biglietto che conteneva  una  
   esternazione che un suo  cliente le ha dato come gentile omaggio .






Dire per dare e dare per non dire

immaginarsi di resuscitare

per avere il coraggio di morire,

capire ch’è il momento di invecchiare

ed invecchiare per poter capire

e nello stesso tempo rimandare.




permalink | inviato da HeavenonEarth il 26/6/2007 alle 13:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (34) | Versione per la stampa
16 giugno 2007
Paralipomeni vivi


               Dipinto di Viviana Gheri



Qualcosa di insondabilmente grande permea quanto di piccolo ci accade, giorno dopo giorno. E penso che sia buona cosa per la mia mente, fintamente malata di progressismo, quella cosa che soverchie volte amerei definire mente e che, soltanto, popola la cava vastità del mio cranio. 
Ho troppo tempo da perdere, per perdere tempo a preoccuparmi di non perdere tempo. Percepisco la vita come uno spazio pieno, da vuotare piano piano o velocemente, a seconda dei casi e delle inclinazioni. Sempre ho faticato a riconoscere le mie inclinazioni, sempre ho temuto che mi toccasse in sorte, prima o poi, di dovervi riuscire. Di sicuro, odio il manicheismo bustrofedico di certe idee malate partorite da menti annoiate e annichilite da quel niente che le guida verso un niente ancora più abissale, ancora più totalizzante di quanto possa esserlo un’esistenza opaca, orfico auriga inviso al significato dell’umano. Opaco, è esattamente quello che visualizzo quando indulgo al sovrumano sforzo di pensare, esausto vago (Animula, vagula, blandula) nelle errabonde scorribande che si scatenano nelle sinapsi, pura corrente elettrica – niente più – che subdolamente si insinua nelle pieghe di una terrifica consapevolezza: arrendermi alla mediocrità. Nella predisposizione, nell’attitudine sta la vera ricchezza della vita, non nell’esperito nell’agito che, proprio perché vissuto, è passato, finito, deprivato della sua intima essenza. E, quindi, più si vive, più si sperimenta, e più si perde, e più ci si svuota. (Non nel vedere cose sempre nuove, ma nel vedere con occhi sempre nuovi….) È così difficile fare pulizia, abradere i pervicaci residui di concrezioni morbose sedimentate in anni e anni di oblio e di indifferenza, in anni e anni di sopore. Mi stupisco di come ci si possa stupire di stupirsi, e mi stupisco di stupirmi, non è stupendo? (In realtà, ci si dovrebbe solo stupire di stupirsi). Amo il corpo della donna, amo guardarlo, odorarlo, assaporarlo, centellinando con lentezza, ancora più lentezza, ancora di più, ogni dono di femmina. Sono avido di umori, di movimenti, di liquori, di densità, non per possederli, non mi seduce l’illusione del possesso, ma per godere dell’impareggiabile dono di fingersi meritori di ciò che immeritatamente ci viene concesso. La finzione, oh la finzione (Il poeta è un fingitore), quale grandiosità. È un vero peccato che non mi appartenga, un vero peccato. La non appartenenza, tuttavia, non mi impedisce di profondermi in inesausti tentativi. Forse, massì, lo concedo, forse altro non sono che il rigurgito del più bieco narcisismo invischiato e sprofondato di autoreferenzialità, e allora? Contengo moltitudini, e un’irresistibile propensione allo sprofondamento (Mefitici banchi di sabbia attendevano di risucchiargli le calpestanti suole, emanando tanfate di fogna…) fogna… fogna… che schifo, che ribrezzo, che stanchezza, che riverbero, che eco. Ma me ne sbatto le palle, non me ne frega un cazzo di capire e di etichettare, è così e basta. L’aquila impera e gode di ammirazione, lo scarafaggio è calpestato con disgusto, né l’una né l’altro hanno chiesto, è così e basta. La vita dà, la vita toglie. La vita mi ha dato. Ho saputo cogliere? Ho saputo capire? E, talvolta, penso anche a te, e penso anche di dedicarti una porzione dei miei deliri, le rare volte che abdico a loro favore (e mi stupisco che mi succeda di abdicare, e mi stupisco di….), chissà che in te non possano trovare casa. Non so di preciso dove andare, non so se ci voglio andare, anche ammesso che capisca dove, non è l’arrivo che mi interessa, ma il percorso (tutte le strade son giuste, anche quelle sbagliate, basta non esser certi, mai..) anche se, troppo spesso, in silenzio si tramuta in precorso ed è come correre all’indietro prima ancora di voler solo cominciare a capire (l’uomo nasce da un buco e passa il resto della sua vita a cercare di rientrarvi). Ma voglio andare, voglio andare, oh se lo voglio. Forse che da embrione ho introiettato, nudo animino ipersensibile, l’aspetto deteriore e distorto dell’umiltà che slabbra i contorni fino a trascolorare nella più immota sfiducia di sé? Be’, penso proprio di sì, e meno male che ho avuto chi incolpevolmente ha contribuito a grattare vie le cispe della cecità della mente e, poi, oh cazzo che stagione, ancora troppo regolata, intrisa di arrendevolezza al conformismo e di rispetto, e tuttavia una stagione di grande respiro, di vento, una stagione di scoperte, larga e veloce, stagione di cammino e di corsa, di amore e di sesso, stagione di sbronze e di botte, di poesia, di amici e di finti amici, tempo di tradimenti, di furti, di aiuto, di compassione e di violenza, stagione di bontà e di gratuità malvagità, di cattiveria e di commozione. Tutto e sempre troppo poco. Eppoi, non lo so, tutto mi sembra sempre superiore alle mie forze e questa stanchezza che mi pervade, mi sembra tutto così privo di significato, così banale, inutile. Niente vale veramente la pena, niente, tutto finisce, marcisce, nascere e aspettare di morire, questo è quell’intervallo tra un niente e un altro niente che chiamiamo vita. Un riempitivo tra due niente. Prima, il nulla, dopo, il nulla. Quale scopo, quale fine, mi sfugge, non riesco a comprendere. Il gretto nichilista mi definivo poco tempo fa, o era tanto tempo fa, non ricordo ma non importa. Dio come vorrei avere un metro e, soprattutto, come vorrei saperlo usare. Mi infastidiscono gli altri. Non sono omofobico, no, sarebbe troppo semplice, semplice è il fatto che non tollero la stupidità. E forse, io che vorrei scagliarmi contro la supposta stupidità degli altri sono più stupido di tutti loro. Ci sono così tante cose che mi offendono, tanti atteggiamenti ottusi che mi domando, Cristo, possibile che me ne accorga solo io? Ma che cosa succede a tutti? Che bel rifugio la pazzia, quale liberazione dagli umani affanni.

Enrico Danisi


    




permalink | inviato da HeavenonEarth il 16/6/2007 alle 20:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa
26 maggio 2007
Pensieri lontani







Vita, così piena, travolgente,

che non si piega ai nostri pensieri,

non si lascia intrappolare come l’acqua

nella conca delle mani,

l’unico modo per coglierla davvero

è lasciarsi attraversare.

Non cercare d’opporre una resistenza

che non saremmo in grado di sostenere a lungo.

Laura


                                                                                                     




permalink | inviato da il 26/5/2007 alle 11:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
9 aprile 2007
Ultimi giorni d'inverno (by mia figlia Ilaria)

Questo pomeriggio siamo stati con la mia famiglia
a casa dei miei suoceri e rovistando in un cassetto
mia figlia ha trovato un diario scolastico di quando
aveva otto anni.
Vi riporto una delle sue poesie di quattro anni fa. 



E' inverno, gli alberi sono secchi,
e ricoperti di neve,
il cielo è grigio cenere,
delle gocce scendono dal cielo,
le strade sono ghiacciate
e il sole appena si intravede,
gli alberi allungano le loro mani
per cercare uno spiffero di sole
per essere felici.
All'improvviso smettono di cadere
lacrime di diamanti,
spunta il sole
smette di far freddo.
E' arrivata la primavera.

Ilaria



permalink | inviato da il 9/4/2007 alle 22:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa
3 aprile 2007
Calpesto angosce evolute




Vallate disperse nei miei ricordi

Il vento fa correre il grano

Sulle colline mature,

odore di terra

il vento corre sulle palpebre chiuse

si insinua sotto le ciglia

bacia le mie labbra.

Corriamo

i pini marittimi ci fanno strada,

il cielo stinto

fa risaltare le fattorie

come lo sfondo di un  vecchio film

l’odore del mare è vicino

presto scalderemo la nostra pelle

la sabbia l’accoglierà

come un abbraccio morbido

la brezza ci rilasserà

come una ninna nanna

quieterà i nostri animi

assetati di pace.

mosca bianca


                            




permalink | inviato da il 3/4/2007 alle 20:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
7 marzo 2007
Una poesia di un altro blogger




Le parole sembrano scivolare
una dentro l'altra
quasi sfiorandosi nel loro movimento.
Senza buon gusto s'intrecciano
ondeggiando tra il tempo
e tra il correre del suo scorrere, lento.



permalink | inviato da il 7/3/2007 alle 17:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
sfoglia
dicembre